Forte del successo del meraviglioso “Audition”, Miike dá ulteriore prova della sua incredibile potenza filmica con “Ichi The Killer”, pazzesco e allucinato prodotto nel quale la violenza, estrema e volutamente esagerata, assume toni goliardici e quasi cartooneschi.

In quel di Tokyo, due personaggi strambi con svariati problemi mentali si danno la caccia; il primo é Kakihara, tirapiedi di un boss Yakuza che, oltre ad amare il sadismo esasperato, gode letteralmente nel farsi prendere a mazzate, mentre il secondo é Ichi, un ragazzo fortemente disturbato che diventa violento se eccitato sessualmente. Tra torture, uccisioni, gaiser di sangue e mattanze varie, i due amici/nemici saranno inevitabilmente destinati ad incontrarsi!

Trasposizione cinematografica del manga omonimo – bandito in diverse zone del Giappone e tuttora ritenuto estremamente” pericoloso”- ad opera del maestro Takashi Miike (che per l’occasione viene aiutato in veste di attore dal grande Shinya Tsukamoto), qui particolarmente a suo agio nel descrivere l’atmosfera malata e grottesca del fumetto. La sequenza iniziale, con lo sperma che compone graficamente il titolo della pellicola, avverte fin da subito che il treno su cui si sta viaggiando e instabile e pronto a deragliare in qualsiasi momento, con la probabilità certa di un tremendo e fragoroso impatto.

Per circa 135 minuti abbondanti di pellicola, l’inerme spettatore si ritrova continuamente bombardato da sequenze deliranti, assurde e cariche di eccesso pulp che, oltre a presentare un incredibile talento visionario, sono perfettamente in linea con lo stile del suo autore; l’inventiva di Miike, infatti, si fa qui decisamente strabordante, cesellando il film non solo di riprese ardite e movimenti di macchina vorticosi, ma anche di momenti altamente geniali per fantasia e coraggio. Le perversioni dei singoli personaggi( uno più inquietante dell’altro) presentano paradossalmente un sottile alone ironico, di cattivo gusto per lo spettatore medio occidentale ma particolarmente in linea con il folle senso dell’humour giapponese, sempre sopra le righe e pronto ad esplodere in tutta la sua incontenibile e malsana potenza mediante un montaggio spesso cinetico e una fotografia quasi asfissiante.

Benché volutamente eccessivo, “Ichi the Killer”, non è da considerarsi unicamente come una rappresentazione compiaciuta della violenza, ma in modo particolare come un’analisi sulla solitudine e sull’impossibiltá del cambiamento – spesso vincolato da soggetti esterni-, sulla vita e sulla morte, caratteristiche, quest’ultime, raffigurate in chiave allegorica da quei rigogliosi schizzi di liquido seminale che più volte vengono gettati sullo schermo.
Da considerarsi come una delle vette più alte del ” Miike style”.

“PUT SOME FEELING INTO IT, ALREADY! IF YOU’RE GOING TO GIVE SOMEONE PAIN, YOU’VE GOT TO GET INTO IT”

LA SCHEDA DEL FILM

La trovi qui…